La morte è un argomento che, di solito, si affronta con timore reverenziale, che nasconde una subconscia paura, solo chi è molto malato o molto anziano riesce a parlarne. Tutti gli altri preferiscono non avventurarsi all'nterno della sua forma pensiero. L'immagine collettiva l'ha raffigurata come una “vecchia con la falce”, ad indicare la tremenda minaccia della fine della vita.

Nel tempo si sono sviluppate varie teorie al riguardo della morte:

  • La teoria materialista, secondo cui la vita è presente finché c’è il corpo fisico, non esiste passato e l’uomo ha solo una vita a disposizione che è come una pagina bianca di un libro unico.

  • La teoria della salvezza condizionata che afferma che la vita continua anche dopo la morte, ma la salvezza è riservata a coloro che hanno acquisito la Conoscenza oppure, secondo la Chiesa, ci si salva solo per Grazia Divina, per il volere imperscrutabile di Dio. Ovviamente tutti gli altri saranno dannati per l’eternità.

  • La teoria della reincarnazione e dell’immortalità, che è la Legge Naturale portata in Occidente dal Buddhismo ed accettata anche dal Cattolicesimo fino al Concilio di Costantinopoli del 553 d.C. che l’ha bandita

Tutto ciò è frutto di vecchi insegnamenti, gli uomini hanno posto enfasi sulla morte e non sulla vita e, incarnazione dopo incarnazione, sono stati dominati dalla paura.

 

La Scienza dello Spirito ci insegna che la morte, come fine definitiva, non esiste, è solo un passaggio da uno stato di coscienza ad un altro. Anche la scienza riconosce che ''nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma''. Quando il genere umano giungerà alla consapevolezza dell'Anima, la morte sarà intesa come un evento ''predisposto'', attuato in piena coscienza, sapendo che è periodica. 

L'attuale terrore della morte deve cedere alla comprensione intelligente della realtà; sostituito dal concetto di continuità della vita che elimina ogni inquietudine; dall'idea della Vita Una e di una sola Entità Cosciente vissuta in molti corpi che sperimentano.

In futuro ci libereremo da queste paure senza fondamento e la morte sarà vista come un processo naturale, ben compreso, come la nascita. Daremo importanza solo alla Vera Realtà dell'Anima, non alla nostra forma, ed il principio di Limitazione sarà sostituito dal principio di Restituzione, uno dei metodi fondamentali dell'evoluzione. Dunque una vera attività dell'Anima, una parte integrante della Vita e Portatrice di Trasformazione, un Grande Rito Universale che coinvolge tutti gli esseri viventi a livello Planetario.

Volendo andare oltre questa interpretazione, chiediamoci perché, la più grande trasformazione di ogni essere umano, cioè la morte, è vissuta con tanta apprensione e paura?

Il problema della morte, inutile dirlo, si annida nell'amore per la vita, l’istinto di auto preservazione, che è il più consolidato della natura umana. L'umanità è stata sospinta proprio da questa forza ad acquisire l'attuale livello di longevità e resistenza. 

Spesso diciamo che l’unica cosa sicura che sappiamo e che avverrà nella nostra vita è che prima o poi moriremo, ma allora perché non ci prepariamo con serenità a questo evento invece di rimandarlo il più in là possibile?

Ogni volta che nella nostra vita avviene un cambiamento e lasciamo andare qualcosa di vecchio, abitudini, pensieri, atteggiamenti a fronte di qualcosa di nuovo, ci stiamo trasformando e stiamo un po’ “morendo” per poi “rinascere” a nuova vita. Il giorno muore al tramonto e rinasce la mattina con tutto il suo splendore e questa rinascita è attesa da ogni essere vivente con gioia.

Proprio dall’osservazione che vita e morte sono strettamente legate in ogni evento della nostra esperienza quotidiana, che la vita è flusso e cambiamento, che in ogni attimo il vecchio muore per far posto al nuovo,  potremmo trarre spunto per liberarci a poco a poco da questa paura atavica e andare incontro con tranquillità e consapevolezza a questo passaggio, quando stabilito dalla nostra Anima.

COME AVVICINARSI ALLA MORTE

Non è facile avvicinarsi a questo appuntamento soprattutto per le persone immerse nelle dinamiche della vita materiale. Quest’ultima circonda la morte di dolore, paura e timore, si tende sempre a non pensare, vivendo una vita spensierata ed illusoria per non affrontare il momento inevitabile. La vecchiaia come fase finale diventa uno spauracchio, e la malattia (se è grave) un castigo divino. L'atteggiamento assunto da gran parte degli uomini verso questa importante tappa dell'esistenza, ed il rifiuto di considerarne l’ineluttabilità quando sono sani deve cambiare; tutti noi dovremmo prepararci a questo Sacro Evento con pensiero corretto e conoscenza dell'Arte del morire.

 

La morte può essere accolta in modo differente. Le si può assegnare un posto preciso nel nostro pensiero e nella nostra vita, e possiamo prepararci ad essa come ad una cosa inevitabile, ma semplicemente Portatrice di Trasformazione. In tal modo facciamo del processo della morte parte integrante del piano della nostra vita. Noi possiamo vivere con la coscienza dell’immortalità e ciò aggiungerà colore e bellezza alla nostra vita; possiamo alimentare la coscienza del nostro futuro trapasso e vivere nell’attesa del suo prodigio. La morte così prospettata e considerata come il preludio di una nuova esperienza vivente assume un significato diverso.(…)” 

(Da Betlemme al Calvario, 242)

 

L'ignoranza è il nostro nemico più grande, soprattutto quella della propria natura. La Scienza dello Spirito ci dice che l'uomo non è fatto solo di un corpo fisico, ma è un Campo di Coscienza che fa esperienza in questo mondo materiale, usando, educando, e governando un corpo fisico eterico, un corpo emotivo e un corpo mentale. La vita e la morte sono solo il passaggio tra i due mondi, quello visibile concreto, e quello invisibile  spirituale, i due eventi sono inevitabilmente legati tra loro. Parlando della morte, inoltre, dimentichiamo che in realtà noi sperimentiamo ogni notte col sonno,la “piccola morte”, così viene definita, con il distacco momentaneo dei nostri corpi.

 

Cosa ci consiglia la Scienza dello Spirito per prepararci ed avvicinarsi a questo evento in modo consapevole? Il primo passo è l'accettazione: bisogna riconoscere la morte fisica come un cambio naturale, la fine di uno dei tanti cicli che esistono in natura. Questo permette alle persone di superare le incertezze e vivere la propria esistenza in modo autentico. Se ci troviamo in una condizione di malattia, è fondamentale accettare la situazione  e vederla come una volontà dell’Anima, una opportunità evolutiva da cui trarre un insegnamento, sviluppando quella che i Maestri Spirituali chiamano “Divina Indifferenza”. Allo stesso modo la vecchiaia, è una benedizione se vissuta con  grado di  maturità e saggezza portate dalle esperienze della vita e ci permette di interiorizzarci  e prepararci con serenità, pianificando il trapasso.

 

A questo proposito ci viene detto da G. de Purucker: "In futuro, quando la razza umana sarà piuttosto avanzata rispetto ad oggi, la vecchiaia sarà universalmente considerata il più bel periodo della vita terrena perchè la più completa del potere intellettuale, psichico e spirituale, e rimarrà tale fino alle brevi poche ore in cui avviene la vera morte fisica''.

(La Tradizione Esoterica  p. 813 ed. or.)

Quindi a livello pratico occorre:

  • Accettare il proprio Karma, avendo fiducia nella Legge Univeersale

  • Avere consapevolezza che dopo la morte la vita continua, anche se non più sul piano fisico, secondo il nostro livello di coscienza.

  • Staccarsi e mettere ordine in noi stessi, e nelle cose che lasciamo e nei nostri rapporti : fare testamento, dire alle persone tutto quello che nella vita non siamo riusciti a dire, rassicurare i familiari. È necessario cercare di esaurire e chiudere correttamente tutti i rapporti stabiliti durante la nostra vita terrena, in quanto, per la Legge del Karma, tutto ciò che lasciamo in sospeso in questa vita si ripresenterà inevitabilmente nella nostra prossima reincarnazione o in quelle successive. 

  • Familiarizzare con l'idea che apparirà una Luce nella quale abbandonarsi: la conoscenza e la fiducia tolgono la paura dell'ignoto.

  • Documentarsi:  bruciare incenso di saldalo (favorisce il distacco) , addobbare la camera con stoffe e luci di color arancio, mettere musica dolce come sottofondo per aiutarlo ad andare in pace  e soprattutto mantenere un silenzio assoluto attorno al morente (i pianti sono un espressione emotiva, che impediscono la realizzazione del distacco).

 

E’ da comprendere che è possibile una tecnica del morire, e che durante la vita ci si può preparare in modo da saperla usare. La vittoria sulla morte non dipende dall’eliminazione dei mali del corpo, ma dallo stabilire la continuità di coscienza che porta dal piano fisico della vita all’esistenza soggettiva interiore.

 

Concludiamo con le parole del Maestro D:K: “Prima che si concluda il prossimo secolo, la morte, finalmente, sarà intesa come non esistente, almeno nel senso attuale. La continuità di coscienza sarà allora così diffusa e sviluppata, e tanti saranno gli uomini di notevole levatura capaci di vivere simultaneamente nei due mondi, che l’antica paura della morte sparirà, e i rapporti fra piano fisico e astrale saranno cosi accertati e controllati scientificamente ...”

(Trattato di Magia Bianca, 301)

 

Per approfondimenti consigliamo la lettura del libro:  “Morte: la grande avventura” composto da testi tratti dagli scritti di A.Bailey e del Maestro DK.